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Sicurezza sul Lavoro Milano
01 Ago, 2018

Criteri generali di sicurezza antincendio il “nuovo” DM 10/03/1998

Criteri generali di sicurezza antincendio e gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro

Dopo oltre 20 anni è prossimo all’approvazione l’aggiornamento del decreto “base” per la sicurezza antincendio e la gestione dell’emergenza: DM 10 marzo 1998.

Il nuovo decreto riordina ed amplia i contenuti del precedente.

Il 10 Luglio  è stato rilasciato una nota realtiva alla bozza di quello che sarà il nuovo decreto per “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro ai sensi dell”art.46, comma 3, del Dlg.81/2008“.

Il nuovo decreto si applicherà alle attività che si svolgono nei luoghi di lavoro come definiti dall’art. 62 – Titolo II del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81: “luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro.

Per i cantieri temporanei o mobili o le attività industriali che rientrano nel D.Lgs. 26 giugno 2015, n. 105 Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose e che non rientrano nella definizione precedente varranno gli articoli:

6 — Designazione degli Addetti al Servizio Antincendio,

7 — Formazione ed Aggiornamento degli Addetti alla Prevenzione Incendi, Lotta Antincendio e Gestione dell’Emergenza.

8 — Requisiti dei Soggetti Formatori

Il nuovo decreto identificherà i Luoghi di Lavoro suddividendoli in quattro gruppi:

  • GRUPPO P1: sono le attività non soggette al controllo dei VVF e non normate, cioe i luoghi di lavoro, generalmente di tipo semplice e con livelli di rischio non elevati, che non sono soggetti ai procedimenti di prevenzione incendi (non rientrano nell’allegato I del DPR 151/2011) e che,inoltre, non sono dotati di una regola tecnica che indichi le misure antincendio da applicare. Le misure minime da attuare in tali luoghi sono contenute nell’Allegato III.
  • GRUPPO P2: sono le attività non soggette ma normate, cioe i luoghi di lavoro, di tipo semplice e con livelli di rischio non elevati, non soggetti ai procedimenti di prevenzione incendi e che, a differenza dei luoghi di lavoro del gruppo P1,rientrano nel campo di applicazione di una regola tecnica cogente, Per tali attivita il rispetto della regola tecnica di prevenzione incendi applicabile all’attività garantisce, in generale, il raggiungimento di un adeguato livello di sicurezza nei confronti del rischio incendio.
    ESEMPIO P2: alla data di emanazione del decreto, sono classificati nel gruppo P2 gli alberghi con meno di 25 posti letto, gli ufici con meno di 300 persone presenti, le Scuole con meno di 100
    persone presenti, etc.
  • GRUPPO P3: sono le attività soggette e normate, cioe le attività soggette ai procedimenti di prevenzione incendi, per le quali sono state adottate una o più norme tecniche di prevenzione incendi. Per tali attività il rispetto delle regole tecniche di prevenzione incendi applicabili all’attività garantiscono, ingenerale, il raggiungimento di un adeguato livello di sicurezza nei confronti del rischio incendio.
    ESEMPIO P3:
    Scuole con piu di 100 persone presenti (disciplinate dal DM 26/8/1992 e dal DM 3/8/2015 e smi)
    Locali adibiti a depositi di superficie lorda superiore a 1000 m2 con quantitativi di merci e materiali combustibili superiori complessivamente a 5000 kg (disciplinati dal DM 3/8/2015 e smi)
  • GRUPPO P4: sono tutti i casi non ricadenti nei gruppi P1, P2 e P3 quali:
    Attività soggette e non normate;
    Attività appartenenti al gruppo P2 o P3 esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto oggetto di interventi di ristrutturazione parziale o di ampliamento, non dotate di norme tecniche di prevenzione incendi.

Gli allegati

    1. Criteri generali per la valutazione dei rischi di incendio e modalità di classificazione dei luoghi di lavoro
    2. Misure intese a ridurre la probabilità di insorgenza degli incendi
    3. Misure di protezione passiva ed attiva per le attività del GRUPPO P1
    4. Indicazioni per la progettazione,la realizzazione e l’esercizio delle attività del GRUPPO P2
    5. Indicazioni per la progettazione,la realizzazione e l’esercizio delle attività del GRUPPO P3
    6. Misure di protezione passiva ed attiva per le attività del GRUPPO P4
    7. Controlli e manutenzione sulle misure antincendio
    8. Cianificazione delle procedure da attuare in caso di incendio
    9. Informazione, formazione, aggiornamento, idoneità tecnica
    10. Corsi di formazione e di aggiornamento dei docenti di cui si avvalgono i soggetti formatori

Scarica la Nota associata alla Bozza del Decreto

Scarica la Bozza del nuovo Decreto