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30 Ott, 2018

Rischio Gas Radon – Guida degli Esperti Qualificati

La Guida al Radon dell'ANPEQ

La Guida al Radon dell’ANPEQ (Associazione Nazionale Professionale Esperti Qualificati) riassume i punti principali per conoscere e prevenire il Rischio da Gas Radon, come misurarlo e ridurne gli effetti.

Cos'è il Gas Radon

Il radon è un gas naturale radioattivo, incolore e inodore e proviene dal decadimento di uranio e radio, sostanze radioattive naturalmente presenti sulla Terra.

Suolo, rocce, materiali da costruzione, falde acquifere ne sono le sorgenti. Il radon fuoriesce da tali matrici, si disperde e si diluisce all’aperto, mentre in ambienti chiusi può accumularsi raggiungendo a volte concentrazioni rilevanti.

La protezione dei lavoratori, attraverso il D. Lgs. 81/08, è disciplinata dal D. Lgs. 230/95 Attuazione delle direttive Euratom in materia di radiazioni ionizzanti.

Cosa sono le Radiazioni Ionizzanti

Le radiazioni ionizzanti sono radiazioni elettromagnetiche o corpuscolari dotate di sufficiente energia per “ionizzare” la materia che attraversano, cioè per mettere in moto un gran numero di particelle elettricamente cariche. Queste, rallentando, depositano energia e creano dei danni alla struttura chimica della materia attraversata.

La maggior parte delle radiazioni ionizzanti assorbite dalla popolazione mondiale proviene da sorgenti naturali, che provengono sia dall’esterno del pianeta che dai materiali radioattivi presenti nella crosta terrestre. (fonte Enea)

Risultati dell’indagine nazionale sull’esposizione al radon nelle abitazioni

Mappa del Rischio Gas Radon in Italia

Tra gli anni 80 e 90 è stata realizzata dall’ISPRA, dall’Istituto Superiore della Sanità e dai Centri Regionali di Riferimento della Radioattività Ambientale degli assessorati regionali alla Sanità, oggi confluiti nelle Agenzie per la protezione dell’ambiente regionali e provinciali (ARPA e APPA), un’indagine nazionale rappresentativa sulla esposizione al radon nelle abitazioni.
Il valore della concentrazione media è risultato pari a 70 Bq/m3, valore relativamente elevato rispetto alla media mondiale valutata intorno a 40 Bq/m3 e a quella europea di circa 59 Bq/m3.
I risultati dell’indagine nazionale aggregati per Regione mostrano una situazione molto diversificata (fig.) con concentrazioni medie regionali che vanno da poche decine di Bq/m3 fino ad oltre 100 Bq/m3 e singole abitazioni che arrivano fino a migliaia di Bq/m3. Tale differenza è dovuta principalmente alle differenti caratteristiche geologiche. Si evidenzia che all’interno delle singole regioni sono possibili variazioni locali, anche notevoli, della concentrazione di radon indoor, pertanto il valore della concentrazione media regionale non fornisce nessuna indicazione riguardo alla concentrazione di radon presente nella singola abitazione.
La concentrazione di radon in una abitazione dipende da molti fattori: dalla presenza di uranio e radio nel suolo e nei materiali da costruzione, dalla permeabilità del suolo, dalle tecniche costruttive e dalle abitudini di vita. Tuttavia, elevati livelli di radon possono essere riscontrati ovunque. Esistono delle aree, denominate radon prone areas, in cui si riscontrano elevati livelli di radon in una percentuale di edifici superiore ai valori medi. (Fonte:Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

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